Bce: per Tajani va riformata. Così l’euro è troppo caro

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Mentre il mercato comincia a scommettere su una imminente mossa della Banca centrale europea (Bce) per sgonfiare le pressioni deflazionistiche nell'area dell'euro, il numero uno dell'Eurotower, Mario Draghi, ancora una volta getta acqua sul fuoco.
La Bce, ha ribadito Draghi, è sempre pronta ad agire nel caso in cui il calo dei prezzi dovesse mettere a repentaglio la stabilità di medio-termine dell'inflazione. Ma nell'Eurozona, ha subito aggiunto, "i rischi di deflazione sono limitati e anche il tasso di cambio dell'euro è un fattore che contribuisce a mantenere bassa l'inflazione".
Proprio oggi, anche il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani (nella foto), ha voluto dire la sua sulla forza della moneta unica europea: "Il livello di 1,40 dollari è troppo elevato e penalizza, oltre all'economia italiana, anche quella spagnola, francese e, nel lungo periodo, tedesca". In giornata, comunque, il cross tra la valuta unica e il biglietto verde si è portato a 1,383, con un calo dello 0,06 per cento.
Per il commissario per l'Industria, ci sarebbe bisogno di "aprire un dibattito su una banca centrale diversa" rispetto alla Bce, che, analogamente alla Federal Reserve americana, potesse "perseguire l'obiettivo di una bassa disoccupazione".

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