Secondo il mercato la Bce giovedì non si muoverà

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Tra gli appuntamenti monetari clou della settimana, da segnalare la riunione della Banca centrale europea (Bce) di Mario Draghi, attesa come di consueto ogni primo giovedì del mese. Matteo Paganini, chief analyst DailyFX (Fxcm), nella newsletter quotidiana, fa notare che "le aspettative relative a un eventuale interventismo da parte della Bce sono sostanzialmente a zero", motivo per cui crede "che gli investitori siano sì pronti a seguire con attenzione la conferenza stampa di Draghi, per cercare di carpire qualsiasi novità – anche minima – dalle parole del presidente, ma i prezzi ci stanno dicendo che anche queste aspettative sono veramente poche". 
In un contesto simile, a detta di Paganini, "risulta più saggio e prudente affidarsi alle price action consolidate (rimanendo ancorati chiaramente al concetto di breve periodo), affidandosi all’analisi della price action e per il momento delle correlazioni intra-market (con il dollaro al centro), cominciando a studiare quelle inter-market per comprendere se torneranno in essere o meno dinamiche di risk on e di risk off".
Nel frattempo, in mattinata, dal fronte macroeconomico italiano, è giunto un dato sull'inflazione, mai così bassa dal 2009, che sembra deporre a favore di un intervento della Bce per contrastare la diminuzione dei prezzi. Nel dettaglio, l’inflazione a giugno ha rallentato ancora: la crescita annua dei prezzi si è fermata allo 0,3% dallo 0,5% di maggio. Lo ha rilevato l’Istat nella stima provvisoria sottolineando che è il livello più basso da quasi cinque anni (ottobre 2009). Su base mensile l’indice risulta invece in crescita dello 0,1 per cento.

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