De Michelis: “Meglio coprirsi con lo yen”

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I mercati azionari, e quello di Wall Street in particolare, si sono appena portati sui nuovi massimi storici. Non sarà forse il caso di cominciare a mettere in conto una futura possibile discesa? Si pone questa domanda, nel suo consueto "Punto mensile" sull'asset allocation, Michele De Michelis, responsabile investimenti di Frame Asset Management, società specializzata in gestioni patrimoniali e Gpf assicurative. "Analizzando il comportamento dei mercati nel mese di giugno – afferma De Michelis – vediamo che l’S&P 500 ha visto nuovi massimi, l'Eurostoxx 50 dopo una fiammata iniziale ha leggermente corretto, tornando più o meno allo stesso livello di inizio mese, mentre il Nikkei è salito di quasi cinque punti, nonostante lo yen non si sia indebolito nei confronti del dollaro".
E proprio sul Giappone si concentra De Michelis: "Molto interessanti sono soprattutto gli ultimi dati macro provenienti dal Paese del Sol Levante, che registrano un’economia reale che reagisce positivamente agli stimoli monetari, senza bisogno di incrementare la già avviata politica espansiva della Bank of Japan".
E, ancora, aggiunge l'esperto di Frame Asset Management, "sul mercato giapponese, data la recente dicotomia creatasi tra mercato azionario e yen, potrebbe essere il caso di diminuire di un terzo la copertura valutaria (in precedenza il suggerimento era quello di coprire interamente l’esposizione al mercato giapponese ora invece meglio tenerne un terzo esposto allo yen, ndr) per sfruttare le possibilità di hedging offerte dalla valuta nipponica, qualora dovessimo assistere a un rialzo improvviso della volatilità". Tutti avvisati: dopo i massimi delle Borse, potrebbe esserci bisogno di coprirsi con i beni rifugio. Tra cui, appunto, la moneta giapponese.

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