C’è chi dice no alla Fed della Yellen

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Dopo la decisione della Federal Reserve di ieri sera (italiaan) di mantenere i tassi di interesse invariati ai minimi storici ma di ridurre ulteriormente il quantitative easing (Qe), ecco che vengono fuori un po' di retroscena. Sulla riduzione del programma di acquisti di titoli mensili, ad esempio, il "falchetto" della Fed Charles Irving Plosser (nella foto) non è sembrato d’accordo, tant'è che ha votato contro la decisione della numero uno Janet Yellen e di tutti gli altri nove membri del consiglio direttivo (Fomc) dal momento che a suo dire l’utilizzo della terminologia “considerable period of time” ("periodo di tempo considerevole", in riferimento al costo del denaro) si concentra sul tempo per cui i tassi dovranno mantenersi fermi dopo la fine del Qe, non andando a rendere giustizia a tutti i miglioramenti economici che la Fed ha visto finora. Si tratta del primo voto contro le "colombe" guidate proprioe da Yellen, che in ogni caso non dovrebbe incidere a livello decisionale e nemmeno, per il momento, a livello di aspettative degli analisti e di operatività.
Guardando al cambio euro-dollaro, dopo che mercoledì il cross ha subito un'ulteriore flessione con le quotazioni che sono scese fino a 1,3370, nella mattinata di giovedì ci si muove al rialzo in area 1,3399.

 

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