La Fed non avrà fretta di alzare i tassi

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Il dato macroeconomico giunto oggi 5 settembre da oltreoceano rimescola le carte della partita monetaria che si sta giocando sul piano internazionale. Il Dipartimento del lavoro statunitense ha, infatti, reso noto che ad agosto sono stati creati 142 mila nuovi posti, dato di gran lunga inferiore alle attese medie degli economisti (+225 mila unità) e al numero annunciato a luglio (+212 mila unità, dato rivisto). Il tasso di disoccupazione è sceso al 6,1% dal 6,2% del mese precedente, per effetto di arrotondamenti. Al di là del mero numero sulla variazione degli occupati, all’interno del report è risultato che il tasso di partecipazione al lavoro è rimasto vicino ai minimi da aprile, al 62,8%, mentre la crescita media dei salari nell’ultimo anno è stata pari al 2,1 per cento. Troppo poco per impensierire la Federal Reserve (Fed) guidata da Janet Yellen (nella foto) su una possibile ripresa accelerata dell’inflazione.
"Con questi numeri – è il commento che arriva dagli esperti di Ig – il mercato può stare tranquillo che la Fed non avrà fretta ad alzare i tassi di interesse. Sebbene il ritmo di creazione di nuovi posti di lavoro in Usa nell’ultimo anno sia stato impressionante, il quadro dipinto dalla crescita dei salari mostra ancora qualche segnale di malessere". 
"Sulla base di ciò – proseguono da Ig allargando lo sguardo – e alla luce dell’annuncio fatto ieri dalla Banca centrale europea (Bce), si apre ora una fase rialzista sui mercati destinata a durare almeno sino a fine mese". Nel frattempo, proseguono i commenti di esperti e addetti ai lavori alle decisioni di ieri dell'Eurotower, che ha abbassato i tassi di interesse di Eurolandia ai nuovi minimi storici, annunciando l'acquisto di Abs (Asset backed security) e cover bond.
"L'annuncio di nuovi acquisti di covered bond – è il commento di Bill Street, capo economista Emea di State Street Global Advisors – è stata una sorpresa, soprattutto considerando le speculazioni di mercato sull’annuncio di un programma sull’acquisto di Abs. Ci aspettiamo che il presidente della Bce, Mario Draghi, continui a fare tutto quello che serve per promuovere il dibattito sulla realizzazione di un programma di acquisto di Abs, nonché su un più ampio e impattante programma di Quantitative easing".

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