La Fed riduce gli stimoli economici

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E' finalmente arrivato il tanto atteso giorno della Federal Reserve (Fed). L'authority monetaria guidata da Janet Yellen ha deciso, come da attese, di lasciare inalterati i tassi di interesse, che restano perciò fermi in un intervallo fra lo zero e lo 0,25% (minimi storici). La Fed ha nuovamente assicurato che i tassi resteranno bassi a lungo e che una politica monetaria accomodante rimane "appropriata"
Tuttavia, la banca centrale a stelle e strisce ha deciso di dare una ulteriore sforbiciata agli aiuti all'economia statunitense, il cosiddetto programma di quantitative easing (Qe), riducendoli di 10 miliardi di dollari al mese e portandoli così a 25 miliardi di dollari, di cui 15 miliardi di Treasury e 10 miliardi di titoli legati ai mutui. Esperti e addetti ai lavori apparivano divisi su questo punto: da una parte, c'era chi si aspettava un mantenimento dello status quo anche da questo punto di vista e, dall'altra, chi invece aveva messo in preventivo una riduzione degli stimoli decisi e avviati ormai anni fa per stimolare la crescita del Pil americano.
L'ulteriore diminuzione degli aiuti è in sintonia con un dato macroeconomico positivo arrivato da oltreoceano proprio in giornata: stando alle stime preliminari diffuse dal Dipartimento del Commercio, tra aprile e giugno l’economia statunitense è cresciuta del 4% annualizzato dalla flessione del 2,1% del trimestre precedente (dato rivisto al rialzo da -2,9 per cento). Si tratta del maggior tasso di crescita dal terzo trimestre del 2013.

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