Le minute della Fed innervosiscono i mercati

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Sui mercati finanziari e valutari si è conclusa una giornata, quella del 20 febbraio, all'insegna della forte volatilità il giorno dopo che si è alzato il velo sulle attese minute della Fed riferite all'ultima riunione monetaria presieduta da Ben Bernanke (nella foto), appena sostituito da Janet Yellen.
Dai documenti appena pubblicati, è emersa l’apertura di un dibattito in seno al comitato interno Federal Open Market Committee (Fomc) circa un possibilie rialzo del corridoio dei tassi già a partire dalla seconda metà del 2014. Un'operazione che andrebbe a cozzare contro la forward guidance più volte fino a oggi reiterata che individua nel 2015 l’orizzonte temporale utile per un'azione del genere. Su tale prospettiva, perciò, le Borse hanno prontamente stornato, mentre il dollaro ha provato dei rafforzamenti, anche se entrambe le dinamiche sono andate affievolendosi e in parte ribaltandosi col trascorrere delle ore di contrattazione. I listini azionari europei, tra cui Piazza Affari, in particolare, hanno azzerato le perdite beneficiando del dato positivo sull'attività manifatturiera statunitense. 
Sui mercati valutari, l’euro-dollaro ha dimostrato la tenuta dell’area di supporto a 1,3686 e la validità della resistenza a 1,3725. Entro questi due livelli, secondo esperti di analisi tecnica e addetti ai lavori, il cross potrebbe continuare a muoversi data la volatilità specifica molto ridotta.

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