Occhi puntati su Bernanke e la riunione della Fed di mercoledì

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Tutta l'attenzione dei mercati è rivolta a mercoledì 19 giugno, quando il numero uno della Federal Reserve (Fed), Ben Bernanke, svelerà finalmente le sua intenzioni sul quantitative easing. In attesa di quel giorno, sottolineano gli addetti ai lavori, i mercati finanziari stanno sperimentando un aumento della volatilità e un rischio di cambio di scenario legato al fatto che quello che gli operatori di mercato vorrebbero sentirsi dire potrebbe non coincidere con quel che la Fed ha intenzione di comunicare.

Secondo il team di ricerca di Mig Bank, "per quanto possiamo ritenerci ancora rialzisti circa le sorti dell’economia americana (fattore decisamente positivo per quel che riguarda il ciclo globale, specie per le esportazioni di Cina, Asia e Germania) il fatto che il tasso di crescita sia inferiore a quello cui ci eravamo abituati nel pre-Lehman rende molto più vulnerabile l’intero ciclo globale". Pur tuttavia, "in attesa che le dinamiche sul “sequester” facciano il loro corso, la locomotiva Usa dovrebbe riprendere parte della sua forza e trascinare con sé anche le economie cinesi e tedesche”. Se così non fosse, secondo Mig Bank, “la Fed aumenterebbe gli acquisti di quantitative easing”. In Giappone, “nonostante gli effetti positivi registrati in questi mesi dalle prime due frecce dell’Abenomics lanciate in gennaio ed aprile, qualora anche la terza freccia delle riforme strutturali non dovesse centrare l’obiettivo, aspettiamoci di assistere ad una ripresa di breve durata”.

Per quanto riguarda gli effetti sullo yen, a parere di Mig Bank, “l’eventuale mancanza di un driver che assicuri una crescita nel medio termine penalizzerà il mercato azionario rafforzando la moneta giapponese anche se continuiamo a credere che l’ingente stimolo di politica monetaria dovrebbe porre un tetto all’apprezzamento dello yen e, qualora venissero lanciate importanti riforme, la divisa potrebbe tornare ad indebolirsi”. Per ciò che concerne il dollaro statunitense, invece, “data la debolezza che stiamo registrando dal 23 maggio e la nostra visione rialzista sul biglietto verde, riteniamo che ci stiamo avvicinando ad alcuni punti di ingresso importanti: contro il franco svizzero, ad esempio, riteniamo che il verificarsi di una condizione di ipervenduto nel breve termine ci possa consentire di tornare a essere rialzisti sul cambio dollaro-franco svizzero, per quanto già ai livelli di cambio correnti (0,9620) il risk-reward sia già molto attraente”.

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