Bce: Draghi lascia i tassi allo 0,25%, politica resterà accomodante

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Come da attese, oggi la Banca centrale europea (Bce) guidata da Mario Draghi (nella foto) ha deciso di mantenere i tassi di interesse chiave dell'Eurozona invariati allo 0,25%, mentre quelli sulle operazioni marginali sono rimasti allo 0,75% e i tassi sui depositi allo 0 per cento. 
Nella conferenza stampa successiva alla decisione sui tassi, Draghi ha ribadito più volte che la politica monetaria rimarrà accomodante fino a quando sarà necessario per dare sostegno alla ripresa graduale dell’attività economiche in Eurolandia. Draghi ha, inoltre, più volte affermato che l’istituto di Francoforte è pronto a intervenire anche con strumenti non convenzionali per mantenere la stabilità dei prezzi. "Le attese inflazionistiche di medio termine – ha detto il numero dell'Eurotower – sono fermamente ancorate, ma potrebbe verificarsi un periodo lungo di bassa inflazione". Tutto confermato anche per la Bank of England (Boe), che ha reiterato i tassi allo 0,50% e il piano di quantitative easing a 375 miliardi di sterline.
In tale contesto, la reazione del tasso di cambio euro-dollaro, seppure in assenza di contenuti particolarmente significativi, è stata in senso ribassista con il cross che si è riportato sui minimi relativi in area 1,355, dove, una volta testati i supporti, sono ripartiti gli acquisti verso 1,36. Piuttosto congestionati gli altri cambi valutari con una generale tendenza di flussi in vendita di dollari americani, eccetto che contro il dollaro canadese.

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