Bce, Draghi ribadisce: “L’euro è irreversibile”

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L’euro è irreversibile. A ribadirlo ancora una volta è stato Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea (Bce), concludendo il proprio intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Bocconi di Milano. Draghi ha voluto fare ricorso a una citazione di Tommaso Padoa-Schioppa, il banchiere centrale recentemente scomparso al quale la prestigiosa università milanese specializzata in tematiche economiche ha dedicato una cattedra. “Vorrei concludere con un aneddoto su Tommaso – ha detto Draghi con riferimento a Padoa-Schippa – come sapete, negli ultimi mesi ho ribadito il  principio dell’irreversibilità dell’euro. E questo è proprio il senso di una delle più note arguzie di Tommaso. Nel 2004, parlando dell’Emu, che è l’acronimo di Economic and Monetary Union (Unione economica e monetaria), rilevò che questo è anche il nome di un uccello australiano simile allo struzzo. E aggiunse che nessuno dei due può andare a ritroso”.

Tra i vari punti toccati da Draghi nel suo discorso anche quello della stabuilità finanziaria in Eurolandia. “Assicurare la stabilità finanziaria dell’Eurozona – ha dichiarato il numero uno dell’Eurotower – è interesse di tutti i paesi europei, ma in primis dei paesi creditori che hanno un’esposizione maggiore”. Quanto alle iniziative messe in campo per combattere la crisi europea del debito sovrano, Draghi ha spiegato che il cosiddetto piano antispread (Omt) è stato “concepito per ripristinare la trasmissione della politica monetaria” e gli eventuali acquisti di titoli di Stato di Paesi in difficoltà da parte della Bce non hanno “limiti prestabiliti”, ma non sono “né incontrollati, né svincolati da condizioni”. Con gli Omt, “il segnale agli investitori sull’infondatezza dei loro timori sul futuro dell’area dell’euro è chiaro”, ma “non abbiamo dimenticato qual è l’origine dei problemi del mercato del debito sovrano in Europa”. Infatti, ha concluso Draghi, “uno dei presupposti per la conduzione di Omt è che i Paesi interessati abbiano negoziato con  gli altri Governi dell’Eurozona un programma nell’ambito del Meccanismo europeo di stabilità che imponga condizioni rigorose efficaci e credibili su un orizzonte temporale esteso”.

Quanto al processo di risanamento dei conti pubblici nei Paesi dell’Eurozona più in difficoltà, Draghi ha fatto notare che “l’evidenza prevalente indica che deve essere centrato su riduzioni di spesa corrente e non su aumenti di tasse”.

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