Bce, i tassi restano allo 0,25% e la politica monetaria “accomodante”

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La politica monetaria della Banca centrale europea (Bce) resterà accomodante "per tutto il tempo necessario", ossia i tassi di riferimento dell'area dell'euro non si muovono dai minimi storici dello 0,25 per cento. Ecco quanto emerso dall'appuntamento mensile con l'Eurotower, durante il quale il presidente della Bce, Mario Draghi (nella foto), ha anche confermato la "forward guidance" dello scorso luglio, secondo la quale "i tassi di interesse resteranno ai livelli attuali o più bassi per un periodo prolungato di tempo". 
L'inflazione viene prevista "a bassi livelli anche nei prossimi mesi", prima di riprendersi gradualmente, in linea con la ripresa congiunturale, verso l'obiettivo di un tasso inferiore ma vicino al 2% annuo. Gli ultimi dati e indicatori sulla fiducia confermano un tasso di crescita positivo anche nel quarto trimestre di quest'anno e una ripresa graduale "ma lenta" nei prossimi mesi.
Commentando le parole pronunciate oggi da Draghi in occasione della consueta conferenza stampa, Steen Jakobsen, chief economist di Saxo Bank, afferma: "Adesso il gioco è probabilmente quello di rimanere lunghi su sull'euro-dollaro finché la Bce non sia costretta a cedere e a fare la prossima mossa". Ma qual è la prossima mossa? "Non lo so – risponde l'esperto di Saxo – ma sospetto che la risposta sia ulteriore espansione fiscale con la scusa della disparità e della deflazione".

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