Caironi: “Riflettori puntati sull’azionario Usa dopo l’accordo sul debito”

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I recenti rialzi che hanno riportato ai massimi i listini statunitensi, dopo l’accordo di proroga del cosiddetto "tetto sul debito" al 7 febbraio 2014, si sono estesi in larga parte su tutti i mercati azionari, con tutti i relativi impatti per trader online e addetti ai lavori. L’attenzione, nota Corrado Caironi, Investment Strategist di R&CA Ricercaefinanza.it, "rimane comunque puntata ai risultati della stagione degli utili dell’S&P500: le attese sono state ribassate a 26,8$ anche se dopo l’esito delle prime trenta aziende il resoconto provvisorio rimane positivo con oltre il 50% dei report sopra le stime degli analisti". 
Secondo Caironi, un dato più significativo sarà però disponibile solo a fine mese, quando avranno riportato oltre la metà delle società. Intanto sono due le analisi interessanti rilasciate dagli operatori: la prima riguarda l’espansione dei multipli P/E (Price/Earnings) e la seconda i compensi degli amministratori e dei manager delle società quotate. Sul primo tema, un’accurata analisi storica mostra che tassi reali tra il 3 e il 4% sul TBond hanno mostrato multipli di P/E più interessanti, oltre 18x e questo porterebbe a confermare che il possibile rialzo dei rendimenti obbligazionari potrebbe creare un ulteriore supporto agli indici azionari. 
Sul secondo aspetto, prosegue Caironi, il ragionamento è ancora più semplice: dall’indagine sulle retribuzioni dei manager risulta che nei bonus si è avuto una maggiore assegnazione di azioni (restricted stock units) rispetto alle opzioni facendo intravedere una futura strategia di distribuzione più generosa di dividendi. Un’ultima osservazione riguarda la scadenza dei prestiti finanziari: in questi ultimi anni le società quotate hanno allungato le scadenze dei prestiti approfittando della politica dei tassi bassi della banca centrale. Le scadenze più significative arriveranno solo dopo il 2016: questo lascerebbe intendere che nei prossimi anni ci saranno pochi casi di default, ma anche che il ciclo economico potrebbe risultare ancora lontano dai suoi massimi.

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