Cmc Markets: “A febbraio occhi puntati sulla crescita in Europa e Usa”

Per un mese che, sui mercati finanziari, finisce, ecco che subito un altro, pieno di domande economiche, si apre. “Dopo aver chiuso con una nota amara un primo mese dell’anno iniziato in grande stile – è il commento di Michael Hewson (senior Market Analyst) e Tim Waterer (senior Trader) di Cmc Markets – gli investitori tornano a preoccuparsi di quanto potranno crescere Europa e Stati Uniti nei mesi a venire”. A preoccupare, a giudizio dei due esperti, “sono soprattutto l’attività manifatturiera e la disoccupazione del Vecchio Continente, mentre al di là dell’Oceano l’interpretazione del dato del mercato del lavoro è complicata da segnali contrastanti oltre che dal dilemma (ancora irrisolto) circa gli effetti benefici dell’accordo sul Fiscal cliff raggiunto a inizio dell’anno”.

In quest’ottica, dunque, assumono ancora maggiore importanza del solito i dati sui salari in uscita oggi, venerdì primo febbraio: “Qualora – puntualizzano Hewson e Waterer – registrassimo una sorpresa in negativo, il mercato sarebbe chiamato ad un test cruciale di resilienza, dopo aver “digerito” in settimana lo shock del Pil Usa in contrazione. Anche la lieve delusione di questa mattina circa l’andamento del manifatturiero in Cina potrebbe contribuire a impostare una seduta risk-off, specie considerando che il dollaro australiano (che è uno degli indicatori più reattivi alla propensione all’acquisto dei mercati) fatica a rimanere sopra 1,04 e potrebbe scendere 1,0370 qualora gli investitori si mettessero in vendita a seguito dei numeri sul mercato del lavoro”. Al contrario, “i movimento al rialzo dell’aussie potrebbero comunque venire limitato dall’attrazione irresistibile esercitata in questi giorni dall’euro”. La moneta unica, dal canto suo, “ha trovato un nuovo supporto a 1,3530 che, se venisse confermato in chiusura di settimana, proietterebbe il cambio verso 1,3835. La sterlina deve oltrepassare 1,5910 per poter riprendere un cammino rialzista nei confronti dell’usd; solo se riuscirà a passare stabilmente 0,8605 la moneta unica avrebbe la possibilità di puntare a 0,8700. Rafforzamento in vista per il dollaro usd contro yen lanciato verso 92,50 prima e 94,00 poi”. Intanto, la mattina del primo febbraio, sul mercato dei cambi, l’euro-dollaro viaggiava sopra 1,3640, ai nuovi massimi dei 14 mesi.

Vota