Draghi: “La Bce non può sostituirsi all’azione dei governi”

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“Le riforme strutturali, il consolidamento dei conti pubblici e il risanamento dei bilanci bancari non sono nella responsabilità e nel mandato della politica monetaria. La politica monetaria può solo cercare di evitare che i processi di deleveraging non siano condotti in una situazione di panico”. Si è espresso così il numero uno della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, in un discorso tenuto il 15 aprile ad Amsterdam. In altri termini, con queste parole, Draghi ha voluto rimarcare che l’Eurotower non può in alcun modo sostituirsi all’azione dei governi e del settore privato dell’economia.

“La politica monetaria – ha aggiunto il presidente della Bce – può sostenere le riforme salvaguardando la stabilità dei prezzi e ancorando le aspettative sull’inflazione, ma non si può sostituire all’azione di altri soggetti”.

Draghi ha poi sottolineato la necessità per gli istituti di credito di prestare denaro a tassi ragionevoli: “Se le banche in alcuni Paesi non prestano a tassi ragionevoli, le conseguenze per l’Eurozona sono gravi”. Insomma, per Draghi è “particolarmente sconcertante” che le piccole e medie imprese (pmi) soffrano più delle grandi aziende, “dato che fanno i tre quarti dell’occupazione”.

Draghi si è focalizzato anche sul tema della disoccupazione dilagante. “Quando si considerano le sfide che i paesi della zona euro si trovano davanti è importante ricordare le difficoltà economiche che molti dei nostri concittadini stanno attraversando in parti dell’area euro e in particolare la massiccia disoccupazione, in particolare tra i giovani”, ha chiosato il numero della Bce.

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