Euro-dollaro, Fxcm: “Riflettori puntati sulla riunione Ecofin”

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“Dopo la grande volatilità della settimana scorsa, è stata decisamente piatta e incolore la ripresa dei mercati”. A farlo notare è in una nota focalizzata sull’andamento dell’euro-dollaro e datata 12 novembre Davide Marone, analista valutario di Fxcm. “L’euro-dollaro – sottolinea Marone – in particolare si è mosso all’interno di una fase congestiva compresa in 30 pips, senza mai dare la sensazione di poter violare né la prima resistenza, posta a 1,2740, né il primo supporto a 1,2690″. Secondo l’esperto, “complici di questa dinamica sono stati, da un lato, l’assenza di notizie macroeconomiche rilevanti e, dall’altro, l’attesa per l’Ecofin di Bruxelles che si concluderà domani (13 novembre, ndr) e dal quale gli operatori cercheranno spunti per le prossime decisioni di investimento. Restano i livelli pocanzi evidenziati quelli indicatori per i futuri movimenti del cambio”.

Nel frattempo, sui mercati delle valute, la mattina del 13 novembre il cambio euro-dollaro risultava in discesa a 1,2661, sui livelli minimi degli ultimi due mesi dopo l’uscita dell’indicatore tedesco Zew. Il barometro che misura le attese del settore finanziario in Germania è, infatti, tornato a calare. A novembre, lo Zew si è attestato a -15,7 punti contro previsioni di -8 punti e un dato di ottobre pari a -11,5 punti. La componente relativa alle condizioni correnti è risultata pari a 5,4 punti dai 10 di ottobre.

Sempre la mattina del 13 novembre è giunto un dato macroeconomico fondamentale anche dall’Italia, dove l’indice Nic che misura l’inflazione è rimasto fermo a ottobre mese su mese ed è salito del 2,6% anno su anno (a 106,5). Lo ha confermato l’Istat, dopo le stime presentate a fine ottobre. L’inflazione acquisita per il 2012 è al 3%. L’indice Ipca è salito dello 0,3% su mese e del 2,8% su anno (a 119,2). Il rallentamento di ottobre risente del confronto favorevole con il dato dello scorso anno, acuito dal rialzo dell’Iva. La Coldiretti, in occasione della diffusione dei dati Istat di ottobre, ha voluto evidenziare che l’inflazione frena ma il carrello della spesa si svuota con un calo degli acquisti dei prodotti alimentari stimato in quantità pari al 3%, ma con punte del 5,5% per la carne.

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