Euro/dollaro sui massimi da inizio novembre dopo la scure di Moody’s sulla Francia

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La mattina del 20 novembre il tasso di cambio euro/dollaro raggiunge i massimi dal 7 novembre scorso, superando quota 1,2820. Numerose le notizie macroeconomiche che impattano sull’andamento della valuta europea. Ma la più importante di tutte sembra essere quella giunta la sera del 19 novembre dalla Francia, con l’agenzia di rating Moody’s che ha annunciato di avere tagliato il rating del paese confinante con l’Italia portandolo ad “AA1″ dal precedente “tripla A”, il tutto con outlook (ossia prospettive) negativo. Il rating sovrano della Francia “resta comunque molto stabile”, ha commentato la notizia il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, intervenendo di fronte al Bundestag. Per Schaeuble, che ha aperto al Bundestag il dibattito in seconda lettura sulla legge di bilancio tedesca per il 2013, il declassamento del paese da parte dell’agenzia di rating internazionale non deve “dare il via ad eccessive drammatizzazioni”. La Francia,  definita da Schaeuble il primo partner di Berlino, “ha ricevuto per così dire una valutazione di marginale ammonimento”. “Abbiamo tutti il massimo interesse – ha sottolineato il Ministro delle Finanze tedesco – a che tutti noi in Europa adempiamo ai compiti e alle responsabilità che ci spettano”.

La perdita della tripla A, ha invece fatto notare il ministro francese dell’Economia, Pierre Moscovici in una conferenza che si è tenuta la mattina del 20 novembre, indurrà il governo di Parigi “ad attuare rapidamente” le sue riforme. Moscovici ha inoltre ricordato che la Francia ha “ancora un buon rating” e che la decisione di Moody’s di tagliare il giudizio “riguarda la situazione lasciata dai nostri predecessori: perdita di competitività, crescita debole, deficit in aumento”. Moscovici ha poi confermato la stima di un aumento dello 0,8% del Pil francese nel 2013 dopo la perdita della tripla A. Parlando nel corso della conferenza stampa, il ministro dell’Economia di Oltralpe ha affermato:  “Prendo atto della decisione di Moody’s, anche se la deploro. Questa decisione sanziona prima di tutto la situazione che abbiamo ereditato e che non cessa di peggiorare da dieci anni”. Il ministro ha aggiunto che il calo del rating “non è una decisione presa dall’oggi al domani, ma noi chiediamo di essere giudicati sui risultati”.

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