Fed, arriva la conferma del Senato alla Yellen, ma i voti sono pochi

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Tutto come da copione: Janet Yellen (nella foto), che si accinge a raccogliere il testimone da Ben Bernanke, ha incassato ieri il via libera dal Senato americano per diventare la 15esima presidente della Federal Reserve (Fed) e la prima donna in tale ruolo nei 100 anni di storia della banca centrale a stelle e strisce. 
Attualmente numero due dell'istituto centrale, Yellen è il primo governatore della Fed di stampo democratico da quando il presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter nominò nel 1979 Paul Volcker (quello della "Volcker rule"), incarico abbandonato poi nel 1987. 
La nomina definitiva di Yellen, 67 anni, ha incassato 56 voti a favore, inclusi 11 repubblicani, e 26 contro. Sostituirà, come detto, Bernanke, il cui secondo mandato terminerà il prossimo 31 gennaio. Certo, bisogna considerare che il gelo polare che si sta abbattendo sugli Stati Uniti ha certamente impedito a vari senatori di partecipare al voto, ma quello di ieri per Yellen è stato il più basso margine di approvazione nella storia della Fed. Basti pensare che il governatore uscente era stato confermato per il suo secondo mandato nel 2010 con 70 sì e 30 no. Yellen è considerata "una colomba" ("dovish"), avendo sostenuto la politica monetaria accomodante voluta da Bernanke nel mezzo della peggiore crisi finanziaria dagli anni '30 e culminata con il terzo round di quantitative easing, ossia di allentamento monetario per inondare i mercati di liquidità così da spingere la ripresa economica.
In altri termini, è altamente probabile che Yellen, nel caso in cui l'economia statunitense lo chiedesse, sarà pronta ad abbandonare la politica monetaria di "tapering" (ossia uscita dal quantitative easing) di tipo soft e graduale appena avviata dalla Fed di Bernanke.

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