Guerra delle valute, che ne è stato?

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Ma che ne è stato della guerra delle valute di cui non si faceva che parlare fino a pochissimo tempo fa? Se lo chiede, nel suo consueto focus settimanale, Corrado Caironi, investment strategist di R&CA Ricercaefinanza.it, primo social network italiano dedicato ai promotori finanziari. “Dopo la forte svalutazione dello yen rispetto alle più importanti divise – afferma Caironi – sembra essersi assopito l’eco della famosa guerra delle valute dove imperante per gli investitori era l’ipotesi di poter trovare ancora valore solo ed esclusivamente nel vasto paniere delle valute dei paesi emergenti. Eppure – prosegue l’investment strategist di R&CA Ricercaefinanza.it – dopo un trimestre in sordina per i principali mercati azionari emergenti, le condizioni sembrano aver mutato il tono dei consigli mentre le certezze sono state spazzate via prima dal numero uno della Bce Mario Draghi sul breakup dell’euro e poi dal ciclone giapponese”.

Gli analisti si stanno chiedendo quali sono le principali ragioni che potrebbero cambiare l’attuale preferenza sulle monete emergenti e quali scenari potrebbero aprirsi prossimamente. Le risposte, secondo Caironi, potrebbero essere riepilogate in tre punti chiave: “La prima è legata alle dinamiche di sviluppo: il differenziale di crescita economica tra aree sviluppate ed emergenti è in netta contrazione; inoltre la competitività delle economie emergenti si è assottigliata, i salari sono aumentati a doppia cifra per parecchi anni. Senza contare che Usa e Giappone stanno godendo di importanti flussi di investimento che tornano a rimpinguare la bilancia dei pagamenti”.

In secondo luogo, “le bilance commerciali di molti paesi emergenti non sono più così belle, mentre per alcuni il calo dei prezzi delle materie prime pesa in ampia misura sulle minori entrate: il dato più chiaro arriva dalle riserve valutarie che con un ritmo di crescita marginale rispetto a qualche anno fa”. Infine, “le operazioni di Quantitative Easing (ultima quella annunciata dal Giappone) si stanno muovendo a pieno regime pronte a colpire gli obiettivi prefissati: questo significa che non potranno durare in eterno”.

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