Iggo (Axa Investment Managers): “La Fed ora è in trappola sul QE”

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A maggio e giugno di quest’anno il mercato obbligazionario pensava di aver visto il futuro. Era convinto si prospettasse la conclusione del piano di acquisto di titoli da parte della Federal Reserve (Fed) e, infine, un rialzo dei tassi. Ma poi, come noto, non è accaduto nulla di tutto questo. E adesso, mette in evidenza Chris Iggo, Chief Investment Officer di Axa Investment Managers, tutti quei timori sull’aumento dei tassi "appaiono sfuocati come in un sogno". Il Quantitative easing (QE) della Bce, ossia gli acquisti di bond per immettere liquidità sui mercati, continua e le barriere economiche per il rialzo dei tassi sembrano essere salite. "Tuttavia – nota Iggo – i dati continuano a essere forti: la media su quattro settimane dei dati riguardanti le domande di disoccupazione negli Stati Uniti è scesa attestandosi al livello settimanale più basso dal 2007. Questo ci dice che il mercato del lavoro continua a rafforzarsi". 
A questo punto, cosa accadrà sui mercati se il numero dei salariati non agricoli a ottobre supererà il consensus degli economisti, oggi pari a 178.000 unità, e il tasso di disoccupazione salirà di un altro paio di punti percentuali? "Sospetto – sostiene Iggo – che Fed e mercati stiano giocando al gatto con il topo, con ondate massicce di sell-off quando i dati sono forti mentre la Fed sta usando le propria strategia di comunicazione per riaffermare l’intenzione di mantenere molto accomodanti le condizioni finanziarie". Un nuovo Consiglio della Fed nel 2014 dovrà affrontare questa grande sfida. La banca non può dare l’impressione di trovarsi combattuta tra il QE e la forward guidance. "Nel caso in cui questo accada – ipotizza l'esperto di Axa Investment Managers – si intensificherebbero le minacce di lungo periodo alla sua credibilità, alla stabilità dei prezzi delle attività finanziarie e all’inflazione".
Nel frattempo, addetti ai lavori ed esperti di trading online sono avvisati: è difficile che i rendimenti sui titoli obbligazionari di tipo "core" scendano ancora. Il vero problema, per Iggo, è "che la Fed dovrà affrontare per aver fatto marcia indietro rispetto al “tapering” è che molti inizieranno a vedere la politica monetaria intrappolata dal fatto che ci sarà sempre una ragione per non concludere il QE".

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