Macromonitor: “Il debito Usa ha conseguenze sul dollaro cicliche”

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Anche questa settimana, la rubrica finanziaria "Macromonitor" dell'economista di Mps, Mario Seminerio, punta i riflettori sul mercato dei cambi. Mercato nel quale, nell'ultima settimana, il dollaro ha mostrato un ulteriore indebolimento dopo l’accordo su bilancio e debito raggiunto negli Stati Uniti, dopo essere stato debole nelle more dell’incertezza del negoziato a Washington. 
"Ci si domanda – sostiene Seminerio nella rubrica – se le continue incertezze sul debito federale statunitense causate dalla disputa ideologica al Congresso risulteranno tali da mettere a rischio lo status di benchmark privo di rischio dei Treasury e, di conseguenza, quello di valuta di riserva internazionale del dollaro". A parere dell'economista di Mps, "ogni considerazione in questo senso non potrà tuttavia prescindere da un confronto con altre aree economiche, non meno disfunzionali degli Stati Uniti nelle proprie dinamiche politiche, oltre che dalla indiscussa maggiore liquidità delle posizioni in dollari. L’impatto sul dollaro – tira le somme Seminerio – dovrebbe essere più ciclico che strutturale, nel senso che lo stallo e il freno alla crescita che esso induce tendono a sopprimere la risalita dei rendimenti in dollari".
Nel frattempo, Seminerio ritiene che lo stallo al Congresso finirà probabilmente col provocare una lieve riduzione della crescita del trimestre in corso Oltreoceano. "Ciò – ragiona l'economista – ridurrà ulteriormente la probabilità che la Fed decida di avviare la fuoriuscita dal quantitative easing (QE3) a dicembre. Apparentemente, quindi, da oggi a fine anno esiste poco o nessun rischio di eventi avversi per economia e mercati. Gli investitori dovrebbero quindi tornare a focalizzarsi sui fondamentali e sui parametri di sconto dei flussi di cassa attesi".

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