Macromonitor: “Lo yen potrebbe rafforzarsi nel breve termine”

Japanese 10,000 yen bank notes and coins are displayed March 3, 2006. The yen fell on Friday after J..

Mentre all’inizio del pomeriggio del primo giorno della settimana il tasso di cambio euro-dollaro viaggia a 1,3391, giunge la consueta analisi del lunedì firmata dall’economista di Monte dei Paschi di Siena, Mario Seminario. Che nel suo “Macromonitor”, nella parte dedicata al mercato valutario, scrive: “Febbraio è iniziato con una parziale inversione dei movimenti di gennaio. L’euro ha restituito circa la metà del proprio rafforzamento nel primo mese dell’anno, lo yen circa un quarto delle proprie perdite ed il franco svizzero metà delle proprie, in un movimento correttivo che appare aderente a una migliore valutazione della realtà“.

Nel frattempo, la Banca centrale europea (Bce), nella seduta di giovedì scorso da cui è uscito un nuovo nulla di fatto sui tassi di interesse dei paesi dell’area dell’euro, come evidenza Seminerio nello studio settimanale, “ha segnalato che la liquidità in eccesso resterà ampia (sopra il livello di 200 miliardi), malgrado i rimborsi anticipati dei prestiti Ltro da parte del sistema bancario”. Questo, secondo l’economista Seminerio, “limiterà l’ascesa dei tassi a breve termine, riducendo il potenziale di apprezzamento dell’euro”. Non solo: “Il G20 della settimana prossima è atteso ad una valutazione della situazione sullo yen, e Tokyo potrebbe essere criticata per la rapidità e la volatilità del movimento, qualcosa che il governo Abe ha in parte già riconosciuto. Lo yen potrebbe quindi rafforzarsi nel breve termine, senza contare che la reflazione al livello del 2 per cento di prezzi al consumo potrebbe rivelarsi velleitaria”.

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