Macromonitor: “Movimenti sul dollaro influenzati dallo stallo sul debito Usa”

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Una settimana dopo la decisione della Federal Reserve (Fed), la banca centrale americana, di non avviare da subito il tapering, il mercato continua a riflettere sugli scenari, ancora senza un chiaro consenso emergente. A metterlo in evidenza, nel suo consueto "Macromonitor" settimanale, è l'economista di Monte dei Paschi di Siena Mario Seminerio, che fa notare che "sulla credibilità della Fed si fronteggiano due schieramenti: chi sostiene che essa sia stata danneggiata dalle ultime vicende e chi sostiene che nulla è realmente cambiato. L’obiettivo di una banca centrale – prosegue Seminerio – soprattutto se attiva in misure non convenzionali, dovrebbe comunque restare quello di mantenersi flessibile rispetto alla incertezza macroeconomica". Diversamente, "l’adozione di regole rigide e impermeabili alla realtà finirebbe col creare rigidità aggiuntive". Secondo l'esperto di Mps, è probabile che la Fed abbia effettivamente un problema di comunicazione, "ma la focalizzazione su una molteplicità di parametri economici e non sul solo tasso di disoccupazione tende a migliorare la flessibilità della Fed e, in prospettiva, la credibilità della banca centrale.
Guardando ai mercati, Seminerio evidenzia che la decisione di rinvio del tapering, ossia dello stop al quantitative easing (QE) da parte della Fed, ha rivitalizzato alcuni segmenti del mercato obbligazionario, quali quelli ad alto rendimento, emergenti e della periferia dell’Eurozona. Il mercato azionario, invece, "continua a mostrare maggior valore, anche se in termini relativi".
Sul mercato dei cambi, malgrado le molte recenti notizie, pare prevalere la quiete. La volatilità è infatti in calo, il dollaro si rafforza marginalmente verso yen e sterlina, mentre i volumi scambiati appaiono bassi, anche rispetto alla stagionalità e alla attuale fase del ciclo economico. "Il cross contro euro – dichiara Seminerio – sta avvicinandosi ai massimi dell’anno, ed è verosimile che parte di questo movimento sia imputabile allo stallo di Washington su debito e bilancio federale, se il passato è di qualche insegnamento".

 

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