Mercati dei cambi poco volatili dopo la retromarcia di Bernanke

Ben-Bernanke-250x250

Il governatore della Federal Reserve (Fed) Ben Bernanke fa parziale marcia indietro sullo stop al quantitative easing (Qe), ossia all’acquisto di obbligazioni da parte della banca centrale a stelle e strisce, che tanto aveva spaventato i mercati finanziari nei giorni scorsi. Bernanke, nel suo discorso al Congresso Usa del 17 luglio, ha fatto sapere che si aspetta di terminare il quantitative easing a metà 2014 – e questa era cosa nota – ma – ed è qui che sta la parziale marcia indietro – ha messo in guardia che non si tratta di un sentiero già tracciato e che tutto, come sempre del resto, dipenderà dalle condizioni dell’economia che si verificheranno da qui ai prossimi mesi. L’acquisto di obbligazioni da parte della Fed, pertanto, potrebbe essere prorogato se le condizioni macroeconomiche lo dovessero richiedere e addirittura potrebbe essere reso più massiccio, sempre in caso di necessità.

“Con un tasso di disoccupazione ancora alto e in riduzione solo graduale a fronte di un’inflazione che continua a rimanere al di sotto dell’obiettivo di lungo termine del Comitato, una politica monetaria altamente accomodante rimane appropriata per il prossimo futuro”, scrive Bernanke nel suo discorso alla commissione finanza della Camera. In altri termini, lo stop al Qe arriverà soltanto nel caso in cui dal fronte dell’economia, e dell’occupazione in particolare, giungeranno buone nuove.
In tale contesto, tuttavia, il numero uno della Fed ha sottolineato come, da una parte, i rischi per l’economia e per la
stabilità finanziaria restino, ma, dall’altra, il fatto che “la loro diminuzione riflette un’attenuazione degli stress in Europa”.
Ma come hanno reagito investitori ed esperti di trading online alle parole di Bernanke? Innanzi tutto, va detto che le Borse sono andate bene, anche se il listino a stelle e strisce non si è fatto prendere da un eccesso di entusiasmo e ha archiviato la sessione del 17 luglio con il Dow Jones poco sopra la parità e S&P500 e Nasdaq con leggeri guadagni. “I mercati hanno iniziato a capire il nostro messaggio – ha fatto notare Bernanke – e la volatilità, ovviamente, appare più moderata”.
Guardando ai mercati dei cambi, Davide Marone, analista Valutario DailyFX (Fxcm), sottolinea che la mattina del 18 luglio appare “poco volatile”, con movimenti degni di nota che hanno riguardato la sterlina ancora una volta a causa della recente pubblicazioni di dati macroeconomici relativi al Regno Unito. La sterlina, contro il dollaro americano, ha rimbalzato all’interno però di uno scenario che a livello intraday, a detta di Marone, resta impostato al ribasso. “A guidare il prezzo del cambio – osservano da Fxcm – sarà ancora la dinamica dollaro centrica che potrebbe riattivarsi sul discorso di Bernanke”.

Vota

Articoli Correlati: