Mig Bank: la Bce indebolirà l’euro

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Nonostante il taglio dei tassi di interesse deciso giovedì scorso, il numero uno della Banca Centrale Europea (Bce), Mario Draghi, non ha mostrato intenzione di voler immediatamente intraprendere alcuna azione per affrontare il problema numero uno del Vecchio Continente, vale a dire quello della liquidità per le imprese dei paesi periferici. E’ questo quel pensano gli esperti di Mig Bank, la più grande banca svizzera specializzata nel trading online sul forex. “Molto probabilmente nel corso del tempo – affermano gli esperti nella consueta view settimanale – la Bce dovrà diventare più accomodante espandendo il proprio bilancio e indebolendo così l’euro”.

Nel frattempo, Mig Bank conferma la propria visione positiva sul dollaro Usa. “Tra i fattori che potrebbero determinare la crescita del biglietto verde – spiegano da Mig Bank – ci sono le prospettive di un miglioramento dell’economia oppure – al contrario – uno scenario risk-off che potrebbe farne apprezzare le caratteristiche di bene rifugio. In particolare, riteniamo che il dollaro si apprezzerà soprattutto nei confronti di quelle monete le cui banche centrali stanno espandendo il loro bilancio (Yen) o si preparano a farlo (sterlina) e delle cosiddette commodity currency”. Queste ultime infatti “stanno subendo il rallentamento del settore dei metalli industriali a sua volta causato dalla crescita inferiore registrata dalla Cina con prospettive di aggiustamenti al ribasso nel medio termine”. Aumentano in particolare le possibilità di un calo del dollaro australiano nei confronti di quello a stelle e strisce dal momento che, a parere di Mig Bank, “l’Australia negli ultimi anni è diventata sempre più Cina-dipendente. Stesso discorso vale anche per il dollaro neozelandese”.

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