Mig Bank: “La politica della Fed resterà accomodante”

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Le banche centrali rimarranno accomodanti mentre i mercati emergenti e materie prime rimarranno sotto pressione. Questo, in estrema sintesi, il pensiero espresso dal research team di Mig Bank, la più grande banca svizzera specializzata nel trading online sul forex, nell’ultimo report settimanale su valute e mercati finanziari. Gli esperti si concentrano innanzi tutti sulla Federal Reserve (Fed) e fanno notare che, “per quanto abbia detto chiaramente che ridurrà il ritmo delle iniezioni di liquidità, è chiaro che ciò avverrà solo se e quando si sarà convinta che la moderata ripresa Usa possa ormai considerarsi impostata su un percorso sostenibile”.
Fino ad allora e fino a quando l’inflazione si manterrà al di sotto del target, ci penserà due volte prima di agire in tale direzione. Un messaggio, quest’ultimo, che è emerso dalle ultime parole del governatore Ben Bernanke. “E’ chiaro invece – aggiungono da mig Bank – che Bernanke non si appresta a ridurre i tassi di riferimento almeno per tutto il 2014 e che, anche una volta che abbia completamente eliminato le iniezioni di liquidità aggiuntiva, tenterà in ogni caso di mantenere costante la liquidità totale, ad esempio reinvestendo i rendimenti dei titoli in scadenza”. In altre parole, “la Fed è ben consapevole che la crescita rimarrà moderata e che le istanze di politica monetaria debbano rimanere accomodanti. Pertanto, non aspettiamoci picchi significativi nei rendimenti delle obbligazioni”. A livello globale, poi, “le pressioni deflazionistiche costringeranno le altre maggiori banche centrali a rimanere anche più accomodanti”. E, con il rallentamento dell’economia cinese che diventa sempre più concreto, “tutti i mercati emergenti sono costretti a rimanere sotto pressione in quanto saranno forzati a rivedere il loro modello di business basato su una crescita da esportazioni. I timori circa un rialzo dei tassi Usa – concludono da Mig Bank – hanno solo accelerato la recente correzione dei mercati emergenti, ma le cause sottostanti vanno più in profondità e non sono destinate ad andarsene qualora Bernanke utilizzasse parole più soft”.
Intanto, la mattinata del 23 luglio si preannuncia di bassa volatilità sul mercato valutario, con movimenti di acquisti di dollari all’orizzonte. Il cambio euro-dollaro, dopo aver tentato ieri rotture sopra 1,32, è rientrato sotto soglia 1,32 e, secondo trader e addetti al lavori, al cedimento di quota 1,3170 potrebbe riaffacciarsi verso area 1,31.

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