Morgan Stanley: “Il destino delle valute è ormai intrecciato con la politica”

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Le valute entrano prepotentemente nel dibattito politico. A metterlo in evidenza sono, in una nota diffusa l’8 febbraio, gli economisti dell’ufficio studi di Morgan Stanley, secondo cui il fatto che, nella riunione di giovedì 7 febbraio, il presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, abbia citato la forza dell’euro mentre parlava dei rischi alla stabilità dei prezzi è “l’ultimo esempio di come le monete sono sempre più parte del dibattito politico”. Per quel che riguarda nello specifico l’euro, aggiungono gli esperti di mercati dei cambi (forex) di Morgan Stanley, “crediamo che il trend di bullish overshooting rimarrà invariato se la politica della Bce continuerà a promuovere un contesto favorevole all’asset”. Intanto, nel primo pomeriggio dell’8 febbraio, la valuta unica corregge leggermente nei confronti del dollaro, portandosi a 1,3381.

Secondo l’analisi tecnica dell’ufficio studi di Fxcm, diffusa l’8 febbraio, “la moneta unica europea, dopo la discesa di ieri (7 febbraio, ndr) si è stabilizzata intorno al livello, come visto, di 1,34 e ora sta consolidando all’interno di un rettangolo passante tra 1,3425 e 1,3375. Si tratta di 50 punti di congestione che potrebbero portare ad aumenti di volatilità una volta rotto uno di questi due livelli. Attenzione – proseguono gli esperti di Fxcm – al fatto che guardando al lato rialzista troviamo il passaggio della media mobile a 21 periodi oraria, che come sappiamo, dopo forti aumenti di volatilità spesso funziona da livello di resistenza dinamica, per cui pronti a posizionarsi in assetto difensivo una volta che dovesse partire un tentativo di rottura rialzista. Se superata la media, potenziali estensioni fino a 65. In caso di rottura ribassista – concludono – andremmo ad avvicinarci a 1,3350, che se superato potrebbe portare a test dell’area bassa di 1,33″.

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