Yuan: Jp Morgan Private Bank scommette sull’allargamento della banda

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Attenzione allo yuan cinese, perché secondo gli esperti di valute si intravvede all’orizzonte la fase due, che dovrebbe consistere in un allargamento della banda di oscillazione rispetto al dollaro a stelle e strisce. Che cosa significa lo spiega Sara Yates, vicepresidente – Global Fx Strategist di Jp Morgan Private Bank, in un recente studio: “Sin dal 2006 – osserva – le autorità cinesi sono state molto chiare nell’individuare come obiettivo delle loro azioni la piena convertibilità dello yuan”. Tuttavia, fa notare Yates, “tale risultato non poteva essere conseguito dall’oggi al domani”. Insomma, l’obiettivo è la piena convertibilità, ma verso il target si procede per gradi. “Innanzitutto – osserva Yates – riteniamo che per le autorità era necessario eliminare la sostanziale distorsione del livello della valuta dovuta al peg su valori bassi con il dollaro americano, a cui lo yuan è stato agganciato fino al 2005″.

Di conseguenza, le autorità hanno gradualmente lasciato che lo yuan si apprezzasse rispetto a un determinato paniere di valute nel corso degli ultimi sette anni. “Di recente – sottolinea l’esperta di Jp Morgan Private Bank – il cambio dollaro-yuan ha toccato i 6,12, con la valuta cinese sul livello massimo da più di venti anni. L’oscillazione dello yuan ha dato maggiore equilibrio alla bilancia del conto corrente del Paese asiatico. Inoltre, bisogna notare che il ritmo dell’apprezzamento dello yuan rispetto al dollaro ha subito un rallentamento nel corso dello scorso anno”. Messi insieme, questi elementi indicano che la moneta cinese “è oggi più vicina al suo valore di mercato (fair value) di lungo termine rispetto a quanto lo fosse in precedenza”.
E con lo yuan più vicino al suo valore di mercato, il prossimo passo verso la piena convertibilità è l’allargamento della banda di oscillazione. “Le autorità – fa notare Yates – sono intervenute in tal senso nell’aprile del 2012, quando hanno ampliato la banda da +/- 0,5% all’attuale +/- 1 per cento”.
Gli ultimi interventi delle autorità cinesi hanno aiutato il cambio dollaro-yuan ad allontanarsi dalla parte bassa della fascia di oscillazione. Conclude Yates: “Riteniamo che, per le autorità, questa sia una buona occasione per allargare la banda. Un intervento di questo genere potrebbe modificare le caratteristiche del tasso di cambio, che diventerebbe più volatile, sebbene rispetto a valute come lo yen giapponese, la volatilità dello yuan si confermerebbe bassa”.

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