Ecco le condizioni per la risalita del dollaro sulla sterlina

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Negli ultimi sei mesi, da una parte, il mercato ha in gran parte ignorato la forward guidance fornita dalla Banca centrale d’Inghilterra (Boe) e le ripetute dichiarazioni che i tassi di interesse di riferimento resteranno fermi ancora un po’. E, dall'altro lato, ha accettato supinamente il "mantra" della Federal Reserve americana (Fed) sul fatto che il tapering, ossia l'uscita dall'inondazione di liquidità attraverso il quantitative easing, non sia restrittivo. 
Il risultato lo spiega Sara Yates, vice President – Global FX Strategist di Jp Morgan Private Bank, secondo cui il tasso di cambio tra sterlina e dollaro "ha visto un rally da 1,48 al recente massimo di 1,68". Per il cross tra valute, gli stessi esperti di forex della banca d'affari americana avevano previsto un rafforzamento nel primo trimestre dell'anno in corso, ma Yates è costretta ad ammettere che "l’ampiezza del movimento ci ha colto di sorpresa".
E da adesso in poi che succederà? "Riteniamo – spiega Yates – che una presa meno stringente della Fed sui rendimenti degli Stati Uniti sia esattamente ciò di cui si ha bisogno per vedere iniziare un apprezzamento del dollaro americano su larga base". L'esperta di valute aggiunge: "Riteniamo che sia necessario vedere più alti tassi a breve scadenza, ossia a 2-5 anni, se i rendimenti a dieci anni dovessero salire senza essere ostacolati da fattori tecnici. Riteniamo che la reazione del mercato della scorsa settimana sia un piccolo segnale del fatto che stiamo andando in questa direzione".
Nel frattempo, nella giornata odierna, il tasso di cambio tra euro e sterlina si è portato a 0,8321.

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