Euro al centro del dibattito dell’Osservatorio giovani editori

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Il convegno organizzato dall'Osservatorio dei giovani editori che si è tenuto oggi a Milano ha fornito l'occasione ai numerosi banchieri e uomini di finanza presenti per affrontare il tema dell'euro
Secondo il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina (nella foto), ad esempio, è assolutamente necessario che la Banca centrale europea (Bce) faccia al più presto qualcosa. E il pensiero va già alla riunione in calendario per il 5 giugno, quando molti osservatori e addetti ai lavori si attendono che il governatore Mario Draghi annunci un taglio dei tassi di interesse o comunque un intervento incisivo a sostegno dell'economia
Messina ha dichiarato che è necessario che la Bce si attivi per svalutare l'euro; un risultato che si può ottenere attraverso l'utilizzo degli strumenti di politica monetaria a disposizione, primo fra tutti il cosiddetto "quantitative easing" (Qe), vale a dire l'acquisto di titoli e obbligazioni da parte della banca centrale (in scia a quanto già fatto negli ultimi anni dalla Federal Reserve americana, che al contrario ora sta gradualmente abbandonando questa strategia attraverso lo strumento del cosiddetto tapering). 
"La svalutazione dell'euro è il primo obiettivo che deve essere raggiunto", ha detto Messina, prima di aggiungere: "e l'unico modo per farlo è il quantitative easing". "La svalutazione dell'euro – ha aggiunto il numero uno di Intesa Sanpaolo – porterà in primis vantaggi alla Germania e all'Italia che sono i primi esportatori europei".
Il numero uno di Unicredit, Federico Ghizzoni, si è invece soffermato sull'eventualità, da molti cavalcata anche a fini elettorali, di un'uscita dell'Italia dai paesi dell'area dell'euro. "L'abbandono della moneta unica – ha detto Ghizzoni – argomento reiteratamente cavalcato da forze politiche antieuropeiste durante la campagna elettorale che si chiude oggi, rappresenta un falso dibattito. Vengono scaricate sull'euro tutta una serie di difficoltà tutte italiane, che non c'entrano niente".

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