Euro debole dopo il dato Pmi tedesco

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I dati macroeconomici giunti in mattinata dal fronte macroeconomico mettono sotto pressione l'euro. L'indice Pmi manifatturiero relativo all'area dell'euro, nel mese di marzo, è infatti sceso a 53 dai 53,2 punti di 30 giorni prima, mentre il Pmi servizi si è attestato a 52,4 (era visto stabile a quota 52,6) e l'indice composito è calato a 53,2 punti da 53,3 di febbraio, in ogni caso leggermente superiore alle aspettative, che lo collocavano a 53,1 punti. Soprattutto, però, è di questa mattina la notizia che l'indagine Pmi sulle condizioni di manifattura e terziario in Germania ha mostrato nella stima flash di marzo l'undicesimo mese consecutivo di espansione ma a ritmo nettamente inferiore sia rispetto al mese prima sia rispetto alle attese degli economisti. L'indice composito, sintesi di manifattura e servizi, si è attestato a 55 dal dato di 56,4 di febbraio.
Ed è proprio in scia a quest'ultima notizia, che mostra una locomotiva tedesca in viaggio ma più lentamente di quanto ci si attendesse, che l'euro ha tirato il freno sui mercati valutari. Il tasso di cambio tra la valuta unica e il dollaro, infatti, dopo l'uscita del Pmi tedesco, è tornato sotto quota 1,38.
"Sul mercato dei cambi – scrive l'economista di Mps Mario Seminerio nel "Macromonitor" settimanale – il dollaro è in rialzo generalizzato, dopo il meeting della Fed e quella che appare la progressiva normalizzazione dei dati macro dopo le gelate invernali. A livello di singoli cross, tuttavia, lo scenario di rafforzamento del dollaro a seguito di progressiva normalizzazione delle condizioni monetarie appare meno lineare e scontato, nel breve periodo".

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