L’allarme di State Street: “L’euro è sopravvalutato”

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Attenzione, l'euro è sopravvalutato. A lanciare l'allarme è Bill Street, responsabile degli investimenti per l'area Emea a State Street Global Advisors, che fa notare come, con l'inflazione nell'Eurozona che ha raggiunto il suo livello più basso dal 2009 e le continue pressioni sulla politica monetaria del blocco dell’euro, Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea (Bce, nella foto), ha dichiarato in occasione dell'ultima riunione del Fondo Monetario Internazionale che “ulteriori stimoli monetari” potrebbero essere necessari per evitare la deflazione.
Una posizione che, tuttavia, è stata in parte rivista da Draghi ieri, quando ha parlato davanti ai parlamentari tedeschi, in un incontro a porte chiuse a Koenigswinter. Il quantitative easing (Qe), ovvero l'acquisto di bond da parte della Bce, resta un'"opzione sul tavolo", ma "non per l'oggi né per il domani". Insomma, si vedrà e non è detto che i grandi cambiamenti dell'Eurotower arrivino ora.
State Street Global Advisors, dal canto suo, in ogni caso ritiene che, "poiché una delle ragioni principali per i trend deflazionistici è stata il rafforzamento dell'euro, la situazione rischia di estremizzarsi maggiormente prima di stabilizzarsi".
E ancora: "Il nostro modello di fair value sul lungo termine – spiega Street – suggerisce che l'euro in questo momento sia caro: stimiamo una sopravvalutazione di quasi il 7% rispetto al dollaro e una sopravvalutazione simile sulla sterlina". E non è tutto poiché "dato che il mercato valutario è attualmente caratterizzato da una bassa volatilità, la sopravvalutazione appare ancora più estrema su una base aggiustata per il rischio".

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