Vola la sterlina e precipita il dollaro canadese

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Anche la giornata del 22 gennaio si è rivelata piuttosto movimentata dal punto di vista valutario. Vanno, in particolare, segnalati i movimenti di due monete: da una parte la volata della sterlina e dall'altra il crollo del dollaro canadese. Come sottolineano nell'ultimo report gli esperti di Ig Markets, la valuta britannica "è stata oggetto di forte acquisti dopo i dati brillanti che continuano ad arrivare dal Regno Unito e verso molte valute ha toccato livelli che non vedeva negli ultimi due anni". 
Alla base dei movimenti della sterlina c'è l'aspettativa del mercato, che cozza con quelle che sono le raccomandazioni della Bank of England (nella foto), secondo cui si potrebbe assistere a un innalzamento dei tassi di interesse entro la fine dell'anno in corso. Così, il cross tra euro e sterlina viaggia sui livelli minimi da oltre un anno, intorno a quota 0,8174, e, a parere di Ig Makets, "potrebbe tornare a mettere pressioni ai minimi di luglio 2012 in area 0,77".
Guardando invece al di fuori dei confini dell'Unione europea, nella giornmata finanziaria del 22 gennaio, operatori e trader hanno registrato il forte deprezzamento della divisa canadese. Un crollo avvenuto malgrado il nulla di fatto appena giunto dalla Bank of Canada, che ha deciso di mantenere invariato all’1% il costo del denaro nel paese. Il fatto è che l'Authority monetaria del paese del Nord America ha fatto sapere che restano sullo sfondo dello scenario macroeconomico seri rischi di un rallentamento dell’inflazione, cosa che è per l'appunto stata interpretata da molti operatori come un pretesto per procedere con una sforbiciata ai tassi in occasione delle prossime riunioni. Il cambio tra dollaro statunitense e canadese ha aggiornato i massimi da agosto 2009 raggiungendo quota 1,1070, mentre il cross con la valuta unica europea si è spinto temporaneamente sopra la soglia di 1,50, livello che non vedeva dal mese di gennaio del 2010.

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