Euro-dollaro su dopo la delusione Bce

Niente di fatto. Nell'attesissima riunione di ieri della Banca centrale europea (Bce) guidata da Mario Draghi (nella foto) non sono giunti aggiornamenti sul quantitative easing (Qe), ossia sull'acquisto di titoli da parte dell'authority monetaria europea. La delusione ha fatto fioccare le vendite sui mercati europei nella sessione di giovedì, mentre oggi i listini stanno tentando il riscatto. 
Non solo. Gli operatori non paiono avere accolto bene nemmeno le indicazioni arrivate da Draghi sui rischi geopolitici e sull’impatto che questi avranno sulla crescita dell’Eurozona, dove pure la Germania sta mostrando di non correre più come soltanto si pensava fino a qualche mese fa. 
E nemmeno le rassicurazioni del numero uno della Bce arrivate sul fronte dell'intensificazione dei lavori sugli Abs (Asset Backed Security) sembrano aver sollevato gli operatori, che continuano a considerare il piano di azione dell'Eurotower troppo macchinoso e lento, e comunque non in grado di sostenere un mercato che ha fame di azioni veloci e decise.
Nel frattempo, la mattina di venerdì 8 agosto, il tasso di cambio tra euro e dollaro si muove in rialzo a 1,3393. Secondo gli esperti di analisi tecnica, soltanto una discesa sotto quota 1,3335 potrebbe fornire un nuovo segnale ribassista, con un primo obiettivo a 1,33-1,3295 e un secondo a 1,3270-1,3265.

 

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