Euro sotto pressione fino alla riunione della Bce

Torna la paura sull'Italia: nella giornata di giovedì 15 maggio, la Borsa di Piazza Affari è affondata del 3,61%, facendo decisamente peggio degli altri listini europei, mentre lo spread tra titoli di Stato del Belpaese e tedeschi ha rialzato la testa portandosi a 176 punti (e arrivando persino a lambire quota 180 durante la seduta). A innescare le vendite, dicono gli esperti, è stato il deludente dato sul Pil italiano del primo trimestre, in flessione dello 0,1% quando ci si sarebbe attesi un andamento appena positivo.
Sul fronte valutario, la sessione di mercato del 15 maggio ha visto una iniziale debolezza dell’euro, che ha aggiornato i minimi da fine febbraio sia verso il dollaro sia rispetto allo yen. Nel pomeriggio, poi, la moneta unica ha recuperato gran parte del terreno perso per effetto delle ricoperture e di una debolezza del biglietto verde.
Verso la sera italiana, il cross tra euro e dolaro viaggiava a 1,371. La rottura di alcuni livelli tecnici importanti induce gli esperti di analisi techica a sospettare che la moneta unica rimarrà sotto pressione almeno sino al prossimo meeting della Banca centrale europea, in calendario per il 5 giugno. È probabile che sino a quella data il cross tra valuta europea e biglietto verde possa arrivare verso quota 1,35, minimi da inizio anno.
Tuttavia, sull'appuntamento della Bce permane una forte incertezza: non è certo se il numero uno Mario Draghi si muoverà a sostegno dell'economia tagliando i tassi di interesse e/o con misure non convenzionali, specie dopo la presa di posizione (negativa) da parte della Bundesbank.

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