Il mercato comincia a scontare il Qe della Bce?

La settimana scorsa, l'annuncio di un Prodotto interno lordo (Pil) del secondo trimestre per i paesi dell'area dell'euro più debole delle aspettative degli economisti era stato accompagnato da una restrizione degli spread dei paesi periferici (tra cui l'Italia). Molti hanno interpretato la cosa come il fatto che il mercato stia cominciando a prezzare la probabilità crescente che la Banca centrale europea (Bce) guidata da Mario Draghi possa a breve finalmente dare il via al tanto atteso quantitative easing (Qe), vale a dire l'acquisto di titoli sul mercato in scia a quanto già fatto dalla Federal Reserve americana negli ultimi anni.
Un'opinione che, tuttavia, non è condivisa dagli economisti di Bank of America (Bofa) Merrill Lynch, che lo mettono nero su bianco nel loro ultimo report sull'Eurotower. "Se, da una parte – dicono gli esperti della banca d'affari americana – i dati inferiori alle attese mettono più pressione sulla Bce perché agisca, dall'altra, pensiamo che i movimenti negli spread dei paesi periferici non siano coerenti col mercato che sconta maggiori chance di Qe. Purtroppo, però – riconoscono da Bofa Merrill Lynch – non c'è un modo univoco e certo per misurare la probabilità che il mercato assegna al Qe della Bce, tanto che persino i sondaggi hanno indicato un intervallo di aspettative molto ampio, che dipende dalla classe di investitori che si prende in considerazione".

 

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