La Bce lascia i tassi invariati. Reazioni contrastanti dalle valute

Il giorno dopo la Federal Reserve (Fed), è la volta della Banca centrale europea, che pure, al pari dell’omologa statunitense, ha lasciato i tassi di interesse chiave invariati. Così, nell’area dell’euro, il costo del denaro resta ai minimi storici dello 0,5 per cento. In occasione della consueta conferenza stampa che si è tenuta dopo la decisione sui tassi, il presidente della Bce, Mario Draghi, ha fatto sapere che l’Eurotower basa la sua “forward guidance” sul costo del denaro, nella quale promette di tenere i bassi ai livelli attuali o inferiori per un “periodo prolungato”, sulla valutazione che le prospettive d’inflazione rimangano “deboli” nel medio termine. Draghi si è rifiutato di dire quanto a lungo sarà mantenuta la forward guidance, ma ha detto senza troppi giri di parole che il quadro economico dovrà essere “molto diverso rispetto a quello attuale” per far cambiare rotta all’Eurotower.
Non solo. Dopo gli inidizi e le indiscrezioni dei giorni scorsi, Draghi ha confermato che è in corso una discussione per “spiegare maggiormente la ratio dietro le nostre decisioni”, vale a dire per trovare il modo di pubblicare i verbali, le cosiddette “minute”, delle riunioni del consiglio direttivo. Una cosa analoga, ad esempio, fa già oltreoceano la Fed. Sempre oggi, poi, anche la Bank of England (Boe) ha deciso di mantenere i tassi invariati allo 0,5 per cento.
Intanto, dai mercati valutari, dopo le notizie di oggi, come evidenzia Matteo Paganini, chief analyst di Fxcm, sono giunte “reazioni contrastanti”. “Dopo la Boe – sottolinea Paganini – la sterlina ha tentato degli apprezzamenti contro il dollaro americano, rientrati dopo che Draghi ha dichiarato di voler mantenere i tassi sui livelli attuali (se non più bassi) per un esteso periodo di tempo”.
L’euro, invece, “ha tentato dapprima una discesa, rimangiata da un tentativo di salita non andato a buon fine, ma ci troviamo ancora- spiega Paganini – all’interno dei punti di maggior attenzione e se non dovessimo assistere al superamento di 1,317 crediamo che ci si possa considerare fuori pericolo”. Il dollaro, invece, “è tornato a salire, insieme alle borse americane (che hanno raggiunto nuovi massimi), andando a sconvolgere le logiche viste nei giorni precedenti”.

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