La mini inflazione non ferma il super euro

Il dato giunto in settimana dal fronte europeo non basta a fermare l'euro, che chiude una nuova giornata da protagonista sui mercati valutari. Il tasso di cambio tra la moneta unica e il dollaro, infatti, ha chiuso in rialzo dello 0,17% a 1,3931, mentre il cross euro-yen ha terminato a 141,5735, in progresso dello 0,43 per cento. Bene anche il tasso di cambio tra euro e sterlina inglese, oggi su dello 0,13% a quota 0,8371. 
Addetti ai lavori ed esperti di mercato si aspettavano che dopo la pubblicazione questa mattina alle 11 del dato sull'inflazione dell’Eurozona, sceso allo 0,7%, la valuta europea ripiegasse un po'. E invece niente di tutto questo, perché i tentativi di discesa del cambio con il biglietto verde si sono arrestati in area 1,3885 per poi svilirsi sul rialzo verso l’area di 1,3950. A questo punto, qualche osservatore ritiene possibili lievi correzioni per quelli che potranno essere dei prossimi tentativi di nuovi massimi alla ricerca della soglia rilevante di 1,40.
Nel frattempo, il dato sulla crescita dei prezzi in Eurolandia torna ad alimentare le attese di chi si aspettava già dalla scorsa riunione della Banca centrale europea (Bce) guidata da Mario Draghi (nella foto) un intervento a sostegno dell'economia e teso a raffreddare le pressioni deflazionistiche. Ciò anche in virtù del fatto che – come sottolineano alcuni osservatori – i rischi di “deflazione” per alcuni paesi europei sono più elevati che per altri. Perciò la Bce, sconfessando in parte il suo operato dei tempi più recenti, potrebbe decidere di intervenire "pesantemente" sui mercati per sostenere la crescita dei prezzi al consumo.

 

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