Cmc Markets: “Occhi puntati sulle banche centrali e sull’exit strategy”

Gli investitori sembrano avere deciso che la sola prospettiva di un'exit strategy rispetto alle politiche di quantitative easing da parte della banche centrali di Stati Uniti e Giappone costituisce una ragione sufficiente per togliere i soldi dal tavolo. E' questo il pensiero messo nero su bianco dagli esperti di Cmc Markets, Michael Hewson (Senior Market Analyst) e Betty Lam (Sales Trader). "Da quando la banca centrale Usa ha iniziato a menzionare la possibilità di un'uscita anticipata dal quantitative easing – fanno notare i due esperti – i rendimenti dell'obbligazionario sono saliti, il dollaro si è rafforzato e abbiamo assistito a un flusso in uscita di denaro dai Paesi e dalle valute dei Paesi emergenti, fattore che in questo momento viene oltremodo sollecitato sia dalle nuove tensioni greche sia dalle sommosse politiche in Turchia, oltre che dalla risalita dei rendimenti sui titoli dell'Europa periferica".

"Oltre a ciò – aggiungono gli esperti di valute di Cmc Markets – gli investitori si sono finalmente resi conto che tutti i guadagni sull'azionario registrati in questi mesi non sono stati supportati da ragioni fondamentali ,in un mondo a bassa crescita, un fatto che nessun quantitative easing al mondo può ovviare". Tutti questi elementi "contribuiscono a fare della prossima riunione della Fed a giugno il vero elemento chiave dal quale dedurre le future scelte di investimento". A detta dei due esperti di Cmc Markets, "sul mercato valutario l'euro-dollaro continua a rimanere sui massimi degli ultimi tre mesi a 1,3360 con possibilità di andare a 1,3435, mentre il livello chiave da osservare sul cambio sterlina-dollaro rimane 1,5700. Sul dollaro-yen rimane intatto il supporto a 95,25 con ipotesi di un ulteriore rafforzamento dello yen a 93,60. Per stabilizzare la situazione occorre tornare sopra area 100".

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