La Fed prende tempo sui tassi

Dalle minute (verbali) dell'ultima riunione della Federal Reserve (Fed) guidata da Janet Yellen (nella foto), viene fuori un quadro improntato all'attesa. Spaventata dal rallentamento dell'economia mondiale e dalla forza del dollaro, la banca centrale a stelle e strisce, nel suo ultimo meeting, ha preferito prendere tempo. E così – si è saputo ieri nella serata italiana – il Federal Open Market Committee (Fomc), il braccio operativo della Fed, ha discusso al suo interno dell'innalzamento dei tassi di interesse, ma alla fine ha deciso che il costo del denaro resterà agli attuali minimi storici per un "considerable time", ossia per un "considerevole periodo di tempo". Molti, al contrario, si aspettavano indicazioni di un imminente cambio di rotta.
Esperti e addetti ai lavori invitano oggi, il giorno dopo le minute, a riflettere anche sull’interconnessione tra forza del dollaro e domanda interna. "Fino a che quest’ultima non dovesse essere sufficientemente ripartita – dicono in una nota gli esperti di Fxcm – la decisione di rimandare un rialzo di tassi trasmettendo in modo chiaro questa intenzione al mercato potrebbe infatti convincere gli investitori che i tassi a lungo rimarranno ancorati a valori bassi per incentivare investimenti che potrebbero riportare le borse sui massimi ed evitare rafforzamenti unidirezionali e senza correzioni del biglietto verde, che potrà coesistere con la sua forza relativa nei confronti delle altre divise senza impattare negativamente sulla crescita Usa soltanto se ci sarà un grado di domanda interna sufficiente a sostenere produzione e l’abbattimento dei costi di importazione".

 

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