Bce taglia i tassi allo 0,25%. Credit Suisse in 3 mesi vede l’euro-dollaro a 1,3

Spiazzando in parte i mercati, la Banca centrale europea (Bce) presieduta da Mario Draghi (nella foto) ieri ha nuovamente tagliato il tasso di riferimento dei paesi dell'area dell'euro di un quarto di punto portandolo così allo 0,25 per cento (lo aveva portato allo 0,5% soltanto il 2 maggio scorso). Il "refi" – il tasso di rifinanziamento pronti contro termine – aggiorna così il minimo storico, mentre il tasso sui depositi resta fermo a quota zero e il tasso marginale cala dello 0,25%, allo 0,75 per cento. La Bce di Draghi ha così reagito alle spinte deflazionistiche manifestatesi negli ultimi tempi, dimostrando in questo modo di essere sempre più vicina al comportamento della Federal Reserve (Fed) statunitense. La decisione è stata presa anche alla luce della recente forza mostrata dall'euro, che di recente si è anche portata a 1,38 nei confronti del dollaro a stelle e strisce. A riguardo, gli economisti di Credit Suisse hanno reiterato le proprie previsioni trimestrali secondo cui l'euro-dollaro finirà a 1,30 mentre in un'ottica annuale gli esperti vedono il cross a 1,28. Esperti di mercato e trading online perciò sono avvisati.
Nell'area euro "potremmo assistere ad un prolungato periodo di bassa inflazione", ha detto Draghi ieri in conferenza stampa aggiungendo che, con la decisione, "si è rafforzata la credibilità" delle indicazioni che la Bce fornisce sulle sue intenzioni in merito al costo del danaro. Draghi, inoltre, ha spiegato che "i tassi di interesse resteranno al livello attuale o più basso per protratto periodo di tempo". Per Draghi, infatti, la Bce non è ancora arrivata a esaurire i suoi possibili strumenti di ammorbidimento della politica monetaria e "potremmo tagliare ancora i tassi di interesse".

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