Bullard (Fed): “Crescita Usa così così”. E prosegue il toto-nomine sulla presidenza

Dalla Federal Reserve (Fed) arrivano segnali che depongono a favore di uno slittamento dei tempi dello stop al quantitavie easing, ossia la politica di acquisto di obbligazioni per immettere liquidità sul mercato. "La crescita del Pil non è stata molto buona negli ultimi tre trimestri", ha detto James Bullard (nella foto), presidente della Federal Reserve di Saint Louis, nel discorso pronunciato il 14 agosto dalla città dello stato del Missouri. "Non ci sono ancora indicazioni che l'inflazione possa scendere sotto l'obiettivo della Fed fissato al 2 per cento", ha dichiarato Bullard, prima di aggiungere, con riferimento ai tagli automatici alla spesa del governo americano avviato lo scorso marzo: "Non vediamo un grande impatto da parte del sequester". 
Non solo. Bullard si è detto "dubbioso" sul fatto che "il problema del 'Too big too fail' ('Troppo grande per fallire') sia sotto controllo. Dobbiamo pensare a ridurre queste società", ha aggiunto. Bullard ha mostrato preoccupazione "riguardo le dimensioni del bilancio della Fed", alla luce degli acquisti di Treasury e Bond ipotecari. "Ma la Fed ha gli strumenti per mitigare i potenziali problemi".
Nel frattempo, continua il toto-nomine per la successione al presidente della Fed Dalla Federal Reserve (Fed) arrivano segnali che depongono a favore di uno slittamento dei tempi dello stop al quantitavie easing, ossia la politica di acquisto di obbligazioni per immettere liquidità sul mercato. "La crescita del Pil non è stata molto buona negli ultimi tre trimestri", ha detto James Bullard, presidente della Federal Reserve di Saint Louis, nel discorso pronunciato il 14 agosto dalla città dello stato del Missouri. "Non ci sono ancora indicazioni che l'inflazione possa scendere sotto l'obiettivo della Fed fissato al 2 per cento", ha dichiarato Bullard, prima di aggiungere, con riferimento ai tagli automatici alla spesa del governo americano avviato lo scorso marzo: "Non vediamo un grande impatto da parte del sequester". 
Non solo. Bullard si è detto "dubbioso" sul fatto che "il problema del 'Too big too fail' ('Troppo grande per fallire') sia sotto controllo. Dobbiamo pensare a ridurre queste società", ha aggiunto. Bullard ha mostrato preoccupazione "riguardo le dimensioni del bilancio della Fed", alla luce degli acquisti di Treasury e Bond ipotecari. "Ma la Fed ha gli strumenti per mitigare i potenziali problemi".
Nel frattempo, continua il toto-nomine per la successione al presidente della Fed Ben Bernanke, il cui mandato scade a gennaio. Secondo indiscrezioni, il "prescelto" del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è Lawrence Summers, il quale fino alla fine del 2010 è stato il capo dei consiglieri economici della Casa Bianca.
Ma, ancorché prediletto di Obama, il suo nome non è l'unico che circola. La principale concorrente di Summers è, infatti, una donna: l'attuale vicepresidente della banca centrale, Janet Yellen, che ha coniugato una brillante carriera accademica con incarichi pubblici. C'è poi un terzo candidato, che sembra tuttavia avere meno chance di spuntarla: l'ex vicepresidente della Fed Donald Kohn, attualmente alla Brookings Institution.

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