Caironi: “Strategist perplessi dopo la decisione della Fed di non dire stop al QE”

"La sorpresa di non porre un freno al Quantitative easing statunitense ha lasciato perplessi gli strategist che si erano già prodigati ad anticipare la decisione della Federal Reserve (Fed)". A evidenziarlo, nel consueto aggiornamento settimanale, è Corrado Caironi, Investment Strategist di R&CA Ricercaefinanza.it, primo social network italiano riservato ai promotori finanziari.
"La conferenza stampa di Ben Bernanke (governatore della Fed, nella foto, ndr), dopo la riunione del comitato esecutivo della Fed – mette in evidenza Caironi – è sembrata sorprendere gli operatori su molti punti. Innanzi tutto, sulla mancata diminuzione degli acquisti previsti dal QE3, dopo i precedenti annunci e le mosse preventive dei mercati". In secondo luogo, "il downgrade sulla crescita economica, senza sufficienti conferme secondo Bernanke, complicato dai problemi fiscali, nonostante il miglioramento dei dati sul lavoro". Caironi ricorda poi – arriviamo al terzo punto – che "nessun programma per una prossima diminuzione del QE3, ma solo i dati macro detteranno l’agenda, anche se non è stato precisato esattamente quali". Infine, va segnalato "l'ulteriore slittamento in avanti per un aumento dei tassi di interesse, a fronte di un’inflazione benigna".
In attesa delle minute della Fed, ritorna in auge il tema della sostituzione di Bernanke, in scadenza a fine gennaio prossimo. "L’autoesclusione di Lawrence Summers – fa notare Caironi – rilancia Janet Yellen, oggi vice presidente, ma rimangono in campo le voci sui già noti Donals Kohn e Timothy Geithner. La scelta del presidente Usa Barack Obama risulta comunque difficile. La domanda potrebbe essere: perché non rinnovare Bernanke?, vista la patata bollente del restringimento monetario che dovrà essere portato avanti in caso di sufficienti conferme di ripresa economica".

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