Draghi ridà slancio alle Borse e il dollaro perde terreno

Il numero uno della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, riesce nuovamente a tranquillizzare i mercati, ribadendo quanto già espresso la settimana scorsa: nell'area dell'euro i tassi di interesse resteranno bassi ancora per molto. Draghi, lunedì 8 luglio, parlando nel corso di una audizione alla commissione economica del Parlamento europeo, ha confermato che il consiglio dei governatori "ha precisato la sua comunicazione annunciando di aspettarsi che i tassi di interesse chiave della Bce", compresi quelli della cosiddetta deposit facility, "resteranno agli attuali livelli o più bassi per un esteso periodo di tempo". Ora, ha aggiunto il numero uno dell'Eurotower, "vedremo quale è e quale sarà la reazione dei mercati al nostro annuncio di politica monetaria".

Le parole di Draghi, nella prima sessione di Borsa della settimana, hanno spinto in avanti i mercati azionari, dopo le forti perdite che avevano caratterizzato soprattutto il mese di giugno: basti pensare che a Milano l'indice Ftse Mib, l'8 luglio, ha guadagnato l'1,71% posizionandosi a quota 15.799,62 punti. 
Quanto alla situazione specifica dell'Italia e della Spagna, due paesi dell'area dell'euro che negli ultimi tempi hanno mostrato ben più di una difficoltà, Draghi ha fatto sapere che nel Belpaese e in Spagna "c'è stato qualche segnale incoraggiante" per il miglioramento della competitività che però in generale ha fatto "pochi progressi" nell'Eurozona, mentre sono stati fatti "buoni progressi per il consolidamento di bilancio".
Nel contesto di mercati azionari positivi, nella giornata dell'8 luglio, il dollaro, come fa notare Davide Marone, analista valutario DailyFX (Fxcm) "perde terreno contro le altre major, come dimostra l’Fxcm Dow Jones Dollar Index, che dopo i massimi in area 11.000 punti potrebbe ora testare i primi supporti in area 10.930. L’euro-dollaro nel breve – aggiunge Marone – potrebbe ritestare area 1,29 mentre il 101,85 appare il punto di approdo per il cambio dollaro-yen".
Nella medesima audizione, Draghi ha citato uno studio a opera della Bce in cui è emerso che le difficoltà delle imprese vengono giustificate prima dalla mancanza di clienti, poi dal fatto che non hanno credito. "Ma è molto difficile – ha messo in guardia il numero uno dell'Eurotower chiedere a una banca di fare credito a una azienda che non ha clienti".

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