Lo yen debole sul dollaro spinge il Nikkei di Tokyo

Il 4 gennaio, sul mercato dei cambi, il dollaro, nei confronti dello yen, si è portato in zona 88, su livelli che non si vedevano dallo scorso luglio del 2010. Gli esperti di mercato, per spiegare il movimento della valuta statunitense rispetto a quella nipponica, evidenziano che un forte rialzo del rendimenti dei titoli di Stato giapponesi, nella sessione di mercato di venerdì 4 gennaio, è stato tuttavia più che compensato da un aumento persino maggiore degli interessi sulle obbligazioni Treasury americane. I mercati finanziari di Tokyo hanno riaperto proprio venerdì 4 gennaio, dopo i lunghi festeggiamenti per il Capodanno con l’aspettativa che il 2013 porterà con sé tutta una serie di stimoli fiscali e monetari, ritenuti necessari se non addirittura per spingere e risollevare una volta per tutte l’economia del Paese.

La debolezza dello yen ha subito portato euforia anche in Borsa: il listino di Tokyo è tornato ai livelli precedenti il tragico terremoto del marzo del 2011, spinta soprattutto dal comparto dell’export, che per l’appunto ha beneficiato della debolezza della valuta domestica. Nel dettaglio, in Giappone, l’indice di riferimento Nikkei ha guadagnato il 2,8% a 10.688,11 punti, mentre il Topix ha preso il 3,3% a 888,51 punti. A spingere gli acquisti in Borsa sono stati anche i positivi dati relativi al settore manifatturiero cinese, pubblicati all’inizio della settimana. Tra i bancari Mitsubishi Ufj Financial ha guadagnato il 5%, Sumitomo Mitsui Financial Group il 3,5% e Mizuho Financial Group il 3,8 per cento. Tra gli assicurativi T&D ha guadagnato il 7,7%, Tokio Marine Holdings il 4,2% e Dai-ichi Life il 6,8 per cento. Tra gli esportatori Toyota ha guadagnato il 6,4%, Honda il 4%, Canon il 2,4%, Panasonic il 2,9% e Sony l’1 per cento.

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