O’Neill: “L’euro-dollaro come prova della minore correlazione tra mercati”

Tra i segnali “estremamente incoraggianti” che il grande guru nonché presidente di Goldman Sachs Asset Management, Jim O’Neill, intravede sui mercati c’è quello di una “diminuzione della forte correlazione tra mercati che aveva caratterizzato l’epoca post 2008”. Un esempio di questa tendenza, secondo l’esperto, va ricercato proprio nell’andamento dell’euro-dollaro, che ha registrato una flessione nonostante la ripresa delle quotazioni sui mercati azionari. Ma non si tratta dell’unico segnale su cui O’Neill si sofferma. L’economista, infatti, sottolinea anche che “la questione del fiscal cliff (precipizio fiscale, ndr) statunitense resta in sospeso per il momento; anzi, per almeno altri due mesi”.

Non va poi dimenticato, sempre a parere di O’Neill, che “numerosi dati fondamentali negli Stati Uniti e non solo hanno sorpreso in positivo dall’inizio e per tutta la durata del periodo delle festività”. Altro punto incoraggiante per l’andamento dei mercati finanziari in questo 2013, “gli sviluppi interni di Cina e Giappone sono all’origine dell’andamento favorevole registrato dai rispettivi mercati azionari durante le feste, naturalmente con possibili risvolti positivi anche per il resto del mondo, certamente una buona notizia per coloro che investono in questi paesi”. Infine, O’Neill mette in evidenza che “si comincia a parlare, e gli investitori pongono domande, in merito a uno spostamento dalle obbligazioni alle azioni”. In particolare, tutta una serie di segnali congiunti indicherebbe che “è sempre più pericoloso avere in portafoglio una grande quantità di titoli di Stato quando il principale fattore di sostegno è forse il riacquisto di titoli propri da parte delle banche centrali del G7”. Una circostanza, quella che descrive una sorta di passaggio in corso da parte degli investitori dalla obbligazioni alle azioni, che l’esperto di Goldman Sachs Asset Management commenta in maniera ironica con un: “Alla buon’ora, verrebbe da dire!”.

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