Sui mercati domina l’incertezza dopo l’esito elettorale italiano

Mentre nel primo pomeriggio del 26 febbraio, il tasso di cambio euro-dollaro sconta l’incertezza post elettorale scendendo a 1,3077, gli esperti di valute e mercato puntano il dito verso lo scenario di instabilità che si apre davanti ai nostro occhi. Secondo una nota che Michael Hewson (Senior Market Analyst) e Ben Taylor (Sales Trader) di Cmc Markets inviavano prima dell’apertura dei mercati finanziari, “si prepara una seduta all’insegna dell’instabilità a seguito del quadro di incertezza che si va delineando in queste ore sulla scena politica italiana”.

Secondo i due esperti, con il premier italiano uscente Mario Monti arrivato quarto “si perde per strada anche la possibilità che le riforme attuate nel corso dell’ultimo anno dal suo governo possano essere implementate mentre nessuna chiara maggioranza relativa tra Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi e Beppe Grillo (con bassissime probabilità che il terzetto possa accordarsi per una qualche forma di coalizione governativa) aumenta le chance che si vada presto a nuove elezioni”.

Guardando al mercato, “un primo rischio è quello relativo al fatto che i titoli di Stato italiani possano tornare a pagare oltre il 5% di rendimento, mentre la situazione sui mercati internazionali si fa ancora più fluida considerando che oggi il numero uno della Fed Ben Bernanke parlerà di fronte al comitato finanziario del Senato americano e le sue parole potrebbero fornire una chiara indicazione circa il mantenimento o meno del livello di acquisti mensili di asset come annunciato lo scorso settembre”.

A parere degli esperti di Cmc Markets, “qualsiasi tono meno conciliante sarebbe in grado di determinare una reazione di vendita dei mercati”. Sul mercato valutario, secondo i due esperti, “la forte tendenza ribassista registrata ieri sull’euro-dollaro avvicina sempre di più uno scenario di 1,2900 per quanto per il momento regga il supporto a 1,3150”.

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