Dollaro giù nonostante la Fed

Tutto come da attese: ieri sera la Federal Reserve (Fed) guidata da Janet Yellen si è limitata ad annunciare un ulteriore taglio di 10 miliardi di dollari sul suo programma di acquisto titoli, portando di fatto a 35 miliardi la spesa mensile e mantenendo la rotta che vedrebbe così coincidere la fine dell’anno con quella del Quantitative easing (Qe).
Tuttavia, come mettono in evidenza esperti di analisi tecnica e addetti ai lavori, la combinazione di reazioni che avrebbe dovuto condurre a un rafforzamento del dollaro americano e in contemporanea a un calo delle Borse ha di fatto trovato un ostacolo invalicabile nel momento in cui di fatto tutto è andato come da attese. Vale a dire che i mercati finanziari erano già preparati.
Ne è emerso dunque un quadro che sostanzialmente si è mosso nel senso opposto, con un biglietto verde che è stato interessato da buone vendite contro gran parte delle altre principali valute e un listino azionario che si è invece portato su nuovi massimi storici (è questo il caso dell’S&P500 statunitense ma non del Ftse Mib italiano). 
Di più: visto che stanno così le cose, gli esperti di mercato e di forex, a questo punto, credono che questo quadro potrebbe perfino acuirsi, dal momento che di fatto effettive motivazioni in grado di destinare flussi di liquidità in acquisto verso il dollaro a stelle e strisce, ora come ora, latitano.
Intanto, nel primo pomeriggio italiano, il cross tra euro e dollaro, a conferma della debolezza del biglietto verde, si muove in rialzo a quota 1,3623.

 

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