Dopo la Svizzera si muove anche la Danimarca

Mentre i riflettori restano puntati sulla riunione della Banca centrale europea (Bce) di giovedì, attesa sul delicato fronte del Quantitative Easing (Qe), in Europa si muove anche un'altra authority monetaria. Si tratta della Banca centrale danese, che nella giornata del 19 gennaio ha annunciato una riduzione dei tassi d'interesse di 15 punti base che scendono così allo 0,05%, mentre le remunerazioni dei depositi sono state portate a -0,2 per cento. 
L'obiettivo dell'istituto è ottemperare alla sua missione principale, ovvero garantire un tasso di cambio stabile tra l'euro e la corona danese. Una decisione che va, evidentemente, ricollegata allo sganciamento, da parte della banca centrale svizzera e risalente alla scorsa settimana, del franco dalla moneta unica europea. 
Anche la Danimarca, proprio come la Svizzera, ha deciso di muoversi prima della riunione della Bce di giovedì perché l'aspettativa del mercato è che il Qe possa innescare ulteriori pressioni ribassiste sull’euro e dunque mettere in pericolo la tenuta del tasso di cambio del franco svizzero e della corona danese sulla moneta unica. 

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