Euro-dollaro sotto la barriera di 1,25

All'inizio della settimana, i riflettori dei mercati finanziari e valutari sono tutti puntati verso il cambio tra euro e dollaro, che la settimana scorsa è sceso sotto la soglia critica di 1,25 per la prima volta dalla fine di agosto del 2012, vale a dire da oltre due anni.
E adesso quali saranno i prossimi movimenti del cross tra valuta unica europea e biglietto verde? Secondo gli esperti di analisi tecnica, la struttura tecnica di breve termine si è indebolita, con diversi indicatori che registrano un pericoloso rafforzamento della pressione ribassista. In particolare, il cedimento di 1,2485 può innescare una nuova flessione, con un primo target a 1,2450 e un secondo obiettivo in area 1,2430-1,2425. Un eventuale rimbalzo tecnico dovrà invece affrontare un primo ostacolo attorno a 1,2580-1,2590 e una seconda barriera a ridosso di 1,2640. Il tutto mentre soltanto la rottura di 1,2770 potrebbe fornire un segnale di inversione rialzista.
Nella mattina di lunedì 3 novembre, il cambio tra euro e dollari viaggia a 1,2492, proprio appena sotto la barriera di 1,25.
A innescare la corsa del biglietto verde è stata la Federal Reserve (Fed) settimana scorsa, che ha praticamente posto fine al quantitative easing (Qe) con cui negli ultimi anni i mercati sono stati inondati di liquidità.

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