Il dollaro sconta il dato a tinte fosche sul Pil Usa

Sui mercati valutari, oggi si è registrato un forte deprezzamento del dollaro nei confronti di tutte le altre grandi valute internazionali. Tutta colpa dei dati macroeconomici giunti in giornata. In particolare, il riferimento è al Prodotto interno lordo (Pil) americano che, stando ai numeri diffusi dal Dipartimento del Commercio, nel primo trimestre si è contratto del 2,9 per cento. Un dato decisamente peggiore delle attese degli economisti, che avevano preventivato una contrazione più contenuta e pari all'1,8%, e della precedente stima, pari all'1%, sulla quale già – si diceva – aveva pesato l'inverno rigido. La contrazione dell'economia a stelle e strisce è la maggiore dal primo trimestre del 2009, quando il Pil era sceso del 5,9 per cento.
In scia a questi dati, che testimoniano che la ripresa americana potrebbe essere meno immediata di quanto possa sembrare, il Dollar Index è sceso violentemente verso quota 80,10, minimi delle ultime sei settimane, sull’aspettativa che con dei dati simili la riduzione degli stimoli da parte della Federal Reserve (Fed) sarà più graduale delle attese. Non stupisce che, in tale contesto, anche il cross tra euro e dollaro non sia stato esente dalle ripercussioni del dato americano: in giornata è balzato sui massimi dal 9 giugno scorso a 1,3650. Secondo gli analisti tecnici, viene confermata la permanenza all’interno del canale compreso tra 1,35-1,3675.

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